Un comunicato stampa deve essere in grado di dare a una redazione una notizia che possa utilizzare e al lettore informazioni che gli servano realmente. Oggi gli utenti cercano quelle stesse informazioni anche attraverso Google, ChatGPT, Gemini o Perplexity per ottenere risposte alle proprie domande.
Indicare subito il cuore della notizia, il nome del brand e le fonti dei dati permette a giornalisti e lettori di verificare le informazioni e ai sistemi di intelligenza artificiale di recuperarle per rispondere a domande sul tema. Questo potrebbe favorire le citazioni nelle risposte dei nuovi strumenti di ricerca.
È questo uno degli obiettivi della GEO, la Generative Engine Optimization: migliorare la presenza di contenuti e brand nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale. Nessuna ottimizzazione dei contenuti garantisce una citazione, ma un comunicato preciso e verificabile offre una fonte più utile di un testo zeppo di slogan e marchette, piazzandosi anche tra gli strumenti più efficaci nelle strategie di Branded Content.
Parti sempre da una notizia che interessi al lettore
Prima di scrivere per un tuo cliente o per l’azienda con cui lavori, chiediti sempre quale informazione vuoi offrire e a chi può servire. Il lancio di un servizio, l’apertura di una nuova sede o la pubblicazione di uno studio devono avere una rilevanza comprensibile anche per chi non conosce l’azienda.
Se presenti una ricerca sull’ecosistema delle startup a Barcellona, metti il dato più rilevante nel titolo e nell’apertura. Annunciare che l’azienda ha pubblicato un rapporto racconta un’attività interna; mettere in evidenza un risultato della ricerca, come i settori che attirano più investimenti in Catalogna, dà al lettore un motivo concreto per approfondire.
La notizia deve emergere già nelle prime righe, insieme al nome dell’organizzazione o del brand, alla data e al contesto. Se presenti un nuovo prodotto, spiega cosa fa, a chi si rivolge e quale problema affronta. La storia dell’azienda può arrivare dopo, in una breve presentazione finale.
Usa dati che si possano controllare (no scammare)
Espressioni come “forte crescita”, “soluzione innovativa” o “grande successo” dicono poco o nulla senza elementi che le sostengano. Quando inserisci una cifra, indica la fonte, il periodo di riferimento dei dati e cosa misura.
Se il dato arriva da un’indagine aziendale, specifica quante persone hanno partecipato alla ricerca e come sono state raccolte le risposte. Un risultato circoscritto e documentato è più credibile di un’affermazione ambiziosa senza un briciolo di prove. Inserisci il link allo studio originale, quando disponibile, così chi legge può verificarlo direttamente.
Anche le dichiarazioni devono aggiungere qualcosa e non essere una supercazzola. Un CEO o un CTO può spiegare perché è stata presa una decisione, quali difficoltà sono emerse o cosa cambierà per i clienti. Nome, cognome, ruolo e organizzazione permettono di attribuire correttamente le sue parole.
Organizza il testo per renderlo facile da consultare per tutti
Scegli un titolo descrittivo e un’apertura che riassuma la notizia e susciti la curiosità dei lettori. Sviluppa poi i dettagli del comunicato stampa in paragrafi dedicati a un argomento preciso, usando sottotitoli che facciano capire cosa troverà il lettore.
Scrivi per esteso i nomi di aziende, prodotti e persone alla prima citazione. Evita formule vaghe come “la nostra piattaforma” quando non è ancora chiaro di quale servizio si stia parlando. Usa elenchi quando aiutano a confrontare caratteristiche o dati, senza trasformare tutto il comunicato in una scheda commerciale.
Questa struttura facilita il lavoro di chi deve leggere, verificare o riprendere la notizia e rende le informazioni più semplici da recuperare. Nomi espliciti, dati contestualizzati e sottotitoli descrittivi riducono anche le ambiguità quando un modello linguistico, o LLM, recupera un passaggio del testo.
Pubblica il comunicato sul sito e verifica che sia rintracciabile
Pubblica il comunicato direttamente nel blog del sito aziendale, con il testo leggibile direttamente nella pagina. Puoi aggiungere un PDF da scaricare, utile per chi deve conservarlo o condividerlo, ma evita di lasciare la notizia soltanto dentro un allegato o un’immagine.
La pagina deve poter essere raggiunta dai lettori e dai motori di ricerca. Collegala dalla sezione notizie e dalle altre pagine pertinenti del sito, mantenendo lo stesso indirizzo nel tempo: se un giornalista riprende il comunicato o qualcuno lo cita, quel link deve continuare a funzionare.
Chiedi a chi gestisce lo sviluppo del sito o al SEO di verificare che non ci siano impostazioni che impediscano ai motori di accedere alla pagina o di indicizzarla, come il tag noindex, che ne impedisce l’indicizzazione. Attraverso il controllo URL di Google Search Console puoi verificare se Google l’ha indicizzata e individuare eventuali problemi. Rendere il comunicato rintracciabile è un passaggio necessario per la sua visibilità su Google, ma non garantisce una citazione nelle risposte dell’IA.
Distribuisci la notizia dove può interessare
Scegli i media partendo dalla notizia e dal pubblico che vuoi raggiungere. Se apri uno spazio di coworking a Barcellona, una testata locale può aiutarti a raggiungere professionisti e imprese della città catalana. Se presenti una ricerca su una tecnologia industriale scoperta da un’azienda di Milano, una rivista di settore può portarla davanti a chi lavora con quella tecnologia e deve prendere decisioni.
Per valutare una testata, guarda quali temi tratta, a chi si rivolge e come sviluppa gli articoli. Questa è la base di qualsiasi Digital PR. Traffico e visibilità sono utili, ma la pertinenza del pubblico conta quanto la capacità di diffusione. Controlla anche che il comunicato venga pubblicato su una pagina consultabile e mantenga i dati, le fonti e i riferimenti necessari per capire la notizia.
Prima dell’invio, rileggi il testo dal punto di vista della redazione: ci sono abbastanza informazioni per scrivere un articolo? Le cifre si possono verificare? È chiaro chi contattare per un approfondimento? Un comunicato completo facilita il lavoro del giornalista e riduce il rischio che la notizia venga ripresa in modo impreciso.

