Affiliati e professionisti della community GPWA hanno analizzato quali backlink funzionano oggi nell’iGaming e perché rilevanza, qualità dei domini, dati proprietari e contenuti difficili da replicare stanno diventando sempre più importanti per le strategie di link building.
La link building è una delle discipline SEO che si evolve più rapidamente, pur continuando a basarsi su principi consolidati. Molte tecniche efficaci per la old school hanno perso progressivamente rilevanza, mentre le nuove strategie che le hanno sostituite devono ora confrontarsi con un nuovo scenario complesso, ovvero l’universo IA. Le risposte generate dall’intelligenza artificiale stanno intercettando una quota crescente delle ricerche degli utenti e, parallelamente, sottraggono traffico organico ai siti web.
Nei giorni scorsi ho letto un articolo interessante in inglese, dove affiliati, webmaster e professionisti attivi nella community GPWA (Gambling Portal Webmasters Association) discutevano su quali backlink hanno davvero valore oggi e dove conviene investire tempo e risorse. Tra gli interventi emergono posizioni differenti. Invinciblepoker e JollyFirst insistono soprattutto sul valore della ricerca originale e del link earning, mentre QuantumNomad, Scattermeter e Lapa221Q pongono maggiore attenzione sulla rilevanza, sulla qualità del sito e sul contesto in cui viene inserito il backlink.
Rilevanza e contesto contano più dell’autorità del dominio?
La rilevanza resta uno dei criteri principali. Scattermeter ha sintetizzato il concetto in modo molto semplice: contano soprattutto i link provenienti da siti autentici, con traffico effettivo e pertinenti rispetto all’argomento trattato.
QuantumNomad racconta di aver visto negli ultimi due anni i risultati migliori proprio da link o brand mention inseriti in contenuti strettamente collegati alla nicchia, soprattutto analisi comparative pubblicate su siti verticali o portali appartenenti a settori vicini. «Anche una semplice menzione del brand può avere valore quando compare in un articolo molto pertinente»
Lapa221Q mette l’accento soprattutto sui link dofollow contestuali, inseriti nel corpo del testo e provenienti da domini pertinenti e autorevoli. «Non conta quindi soltanto l’autorità del dominio. Hanno peso anche il contesto in cui viene inserito il link, la qualità del sito che lo ospita e il beneficio concreto che può generare».
L’ideale, per la nostra esperienza nel settore, è che questi criteri siano integrati perfettamente all’interno di una strategia a lungo termine di link building.
Quanto è difficile ottenere link spontanei?
Nel settore iGaming, ottenere citazioni spontanee può essere particolarmente difficile per un sito nuovo o che non ha ancora costruito una forte reputazione. QuantumNomad osserva che sono soprattutto le pubblicazioni provenienti da siti già affermati e gli autori più esperti a essere citati da altri media o utilizzati come fonte.
Wonderpunter offre invece una lettura più critica: secondo lui, i siti di casinò che riescono davvero a ottenere link spontanei sono soprattutto quelli più grandi e, anche in questi casi, basta analizzare i loro profili backlink per trovare una forte componente di link acquistati.
Il link earning resta comunque possibile, ma richiede qualcosa in più della semplice pubblicazione di contenuti. Su questo, noi di Tetogo siamo completamente in sintonia con Wonderpunter e lo spieghiamo spesso ai clienti che sottovalutano il valore della creazione di contenuti originali.
Perché un contenuto viene citato
JollyFirst propone una delle osservazioni più interessanti: un backlink è un effetto, non una causa. Nessuno cita una pagina semplicemente perché esiste. Lo fa perché trova qualcosa di utile da riportare al proprio pubblico: un dato, una ricerca, una storia originale o un punto di vista che evita di dover ricostruire da zero lo stesso lavoro.
Invinciblepoker insiste proprio su questo aspetto e suggerisce di puntare su inchieste, contenuti basati sui dati o storie capaci di diventare una fonte per altri publisher.
Un dataset proprietario, un sondaggio o un’analisi approfondita della nicchia hanno infatti maggiori possibilità di essere ripresi rispetto a una normale pagina comparativa. Quest’ultima può essere utile per l’utente finale, ma offre molto meno a giornalisti e publisher alla ricerca di informazioni da citare.
La stessa esperienza raccontata da QuantumNomad va in questa direzione: le richieste di citazione ricevute dai suoi progetti riguardano soprattutto contenuti dedicati a marketing e responsible gambling, non le classiche comparazioni tra casinò.
Noi di Tetogo pensiamo che una pagina di comparazione, esempio di bonus e casinò online, può essere replicata da quasi qualsiasi operatore o siti affiliato. Produrre dati, analisi o ricerche proprie richiede invece tempo e competenze, fattori che con il passare del tempo marcano la differenza rispetto ai competitors.
Come sta cambiando l’outreach
Anche l’outreach sta assumendo un ruolo diverso rispetto al passato. Per Invinciblepoker, nel 2026 il concetto tradizionale di outreach ha perso molto del suo significato. Ha ancora senso quando serve a sintetizzare i punti chiave di una storia e portarli all’attenzione dei giornalisti che seguono quel settore, non quando si limita alla richiesta di un backlink. In questi casi non si chiede semplicemente un link. Si individuano gli elementi più rilevanti del contenuto e li si propongono alle persone giuste delle redazioni, lasciando che sia la qualità del materiale a generare eventualmente una citazione.
Il confine con le digital PR sta diventando così sempre più sottile, anche se la migliore opzione per ottimizzare il lavoro resta quella di ottenere sia link spontanei sia link comprati.
Un contenuto top può valere più di molte campagne di outreach
JollyFirst suggerisce una strategia molto concreta per chi deve decidere dove investire tempo e budget: produrre almeno un contenuto realmente distintivo all’anno, costruito su dati proprietari, survey o analisi approfondite della nicchia, invece di disperdere risorse in attività di outreach generiche.
Non esistono comunque risultati garantiti. QuantumNomad racconta, per esempio, che il suo articolo più letto degli ultimi due anni, dedicato all’IA nel gambling, ha ottenuto moltissime visualizzazioni senza però generare finora richieste di citazione.
Ottenere link spontanei resta un’opzione difficile da prevedere. Una cosa, però, emerge con maggiore chiarezza da questo dibattito: la rilevanza, la qualità e l’originalità pesano sempre di più rispetto alla semplice quantità di backlink.
Oggi, in un settore altamente competitivo in cui pagine SEO e comparazioni tra brand sono relativamente facili da replicare, a fare la differenza possono essere soprattutto dati proprietari, ricerca e contenuti capaci di diventare una fonte autorevole per altri e un asset strategico per le campagne di link building.
